| La primavera è arrivata in autunno |
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| sabato 30 giugno 2007 | |
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Conny Stockhausen con il libro "La primavera è arrivata in autunno" è stato premiato il 29 Giugno 2004 al "Premio Riviera - Premio Laurence Olivier e Premio Vivien Leigh", V edizione, Garda (VR) con il "Riconoscimento Speciale"; inoltre ha fatto parte della rose dei cinque finalisti del Premio Carver 2004. Da "la Piazza" di Chioggia e Sottomarina, Luglio 2004 Ci sono poesie che sembrano fatte per essere lette come testi di canzoni. Qualcuno se ne accorge e nasce un reading. Così per "La primavera è arrivata in autunno" di Conny Stockhausen, che ha pubblicato la sua seconda raccolta di poesie. Poesie giovanili, certo, intrise di quel mood adolescenziale che talvolta diventa distruttivo. Atmosfere da banchi di scuola, e primi amori perduti ma l'ispirazione è genuina e i versi così semplici e pieni di stupore (il sole oggi è di un rosso imbarazzante) da leggersi tutti d'un fiato (Paura della felicità. / Paura di ballare. / Paura di se stessi o solo di essere se stessi / o della solitudine. / Paura delle api. / Paura del paradiso / della polvere / degli specchi. / della follia). E quando poi ad accompagnare la lettura sono due chitarristi come Emilio Veronese e Luca Iazzetta il gioco è fatto. Un trio assolutamente disinvolto e ben oleato, che ha saputo interpretare i testi con intelligenza creando vertici di vera emozione. Azzeccato anche l'omaggio iniziale al poeta Nedzad Maksumic (regista del Lik Teatar che aveva già ispirato un pezzo dei CSI), che ha creato la giusta tensione iniziale. Il concerto ha animato il palco dell' ex centro sociale vicino alla stazione ferroviaria, nuova officina di espressione giovanile a cura dell'associazione Antigone e del laboratorio ChioggiaLab. Da "TAM TAM di Scrittori Poeti Artisti" Ottobre 2003 Poesie d'amore, queste di Conny Stockhausen, molto delicate e tenere ("Sarai / il giorno più bello / della mia vita. / I tuoi occhi ridevano nel mare"); che trasportano fino a orizzonti impossibili, che si ritrovano intatti nei sogni. Molto spesso è nello sguardo, negli occhi, che si ritrovano i pensiei, ma non i "cattivi pensieri" che il poeta si "lascia alle spalle". Le stelle, poi, che "piovono", forse fanno paura e il poeta dichiara che le dipinge "come nemiche inaspettate", ma ecco che dopo tanta paura, anche di dover affrontare la solitudine, ritorna lo sguardo, il valore di uno sguardo e "i miei occhi parlano di noi". Basta che ci sia lei: "Al tuo fianco, il sole / sorge anche di notte / sempre più intensa. / L'alba non è mai stata / così bella, come adesso". Vorrebbe anche i sogni dell'amata, e alla fine della silloge, le dà il "benvenuto" nel suo cuore. Ogni donna, pensiamo, sarebbe felice di un amore così teneramente appassionato.
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